Il territorio - Biblioteca Buddusò

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Il territorio

Buddusò

Pittoresco ed attivo centro del Monte Acuto, nella Sardegna Nord Orientale, sorge sull' altipiano omonimo a m. 690 s.l.m., i suoi territori confinano con i comuni di Alà dei Sardi, Bitti, Osidda, Pattada, Oschiri e Berchidda.
Occupa una superficie di ha. 21.000 di cui ha. 9.000 di proprietà del Comune. Il clima è sub-umido. L'estensione in altitudine di questo tipo di clima và in genere da 500 a 1.100 metri; il grado di umidità è elevato, ma rimane sempre marcata la siccità dell'estate. Così il leccio, la sughera e la quercia trovano le condizioni climatiche più favorevoli. Le piogge oscillano tra gli 800 ed i 1.200 mm. annui.
Il terreno è prevalentemente sabbioso, a grana grossa, di natura silicea, provvisto di poca argilla. E' a reazione acida. Dal punto di vista orografico il territorio di Buddusò è piuttosto irregolare, da pianeggiante con dolci colline a montagnoso ed accidentato è solcato da piccole valli e canali. La parte del territorio a Nord del paese "Su Monte 'e S' Ena", si presenta accidentata nel rilievo, aspra, spoglia di vegetazione e priva di soprassuolo boschivo, esclusa la zona di "Sa Conchedda e quella interessata ai lavori di forestazione. Questa zona è ubicata tra gli 800 ed i 1.000 m. s.l.m. I rilievi più importanti sono Punta Sa Jone (1.003), Punta Sa Lima (966). Da qui nasce un affluente del "Riu Mannu" che alimenta il Fiume Coghinas.
Nel perimetro forestale di "Sa Conchedda" sono state introdotte le conifere, esclusa la parte periferica, dove è ancora intatta la vegetazione autoctona, sughere, lecci, corbezzoli, erica ed altre specie della tipica macchia mediterranea. Le loro radici hanno impedito il dilavamento delle coste montuose sebbene i terreni siano stati percorsi da diversi incendi, mantenendo così quello strato di terra fertile che ha permesso al bosco di essere sempre vigoroso. La rimanente parte del "Monte 'e S'Ena" è spoglia, sprovvista dello stratto arboreo, mentre è presente la vegetazione arbustiva. Questa porzione del territorio, un tempo boscata, alla fine dell' Ottocento e nella prima metà del Novecento è stata soggetta a tagli selvaggi di piante e percorsa da numerosi incendi. Il territorio del perimetro forestale di "Sa Conchedda" è un vero e proprio paradiso terrestre: immensi spazi di zone aspre e selvagge dove oggi regna il cinghiale e si possono ammirare frotte di mufloni e qualche cervo.
Tutta la regione è ricca di acque sorgive: molte fontane dissetano gli escursionisti ed i vari visitatori. Le acque trasportate dai torrenti confluiscono in varie dighe artificiali che formano laghetti in cui in certi periodi dell' anno nuotano tranquilli i germani reali. La porzione sita sull'altipiano è prevalentemente pianeggiante e ricoperta da boschi di sughera e leccio, cambia ad Est dove si eleva la punta di Sa Pianedda (985 m.), Punta Ololviga (892 m.) e Chentu Porcos (829 m.). Qui nasce il maggior fiume della Sardegna il Tirso, alimentato dalle sorgenti di Orunita, Musculajos ed Isteddì. Altro fiume che nasce fra questi monti è il Dore che rifornito dalle acque delle sorgenti di Su Pisu e S'Olostris alimenta la diga di Posada. Presso Chentu Porcos e Loelle si trovano le sorgenti del fiume S'Elke, che con le sue acque alimenta il fiume Coghinas. Questo territorio è solcato da canali e piccole valli, ricoperte di rigoglioso boschi di sughera e leccio, tra cui Canale Lupu e Sos Canales.
A Sud-Ovest il rilievo di "Sa Serra m. 830" divide, la piana di "Padru Oes" dalle fertili terre di "Sa Zura e Sas Radinas". La regione è ricoperta da secolari piante di quercia, qualche pianta di leccio e rare piante di sughera. Nella regione di "Sa Zura" in località denominata "S'Isja" nel Miocene (50- 60 milioni di anni fa) sorgeva un lago. Di questo lago, oggi, rimangono le rocce formatesi con i suoi sedimenti: infatti è l'unica zona del territorio dove si trova il calcare. Questa roccia affiora dal terreno ove era situato il lago. Parte dei muri delle proprietà assegnate, negli anni 50, dall'Etfas sono costruiti con questo tipo di roccia. Il paesaggio è caratterizzato da stupendi boschi contornati da imponenti rilievi granitici. Ciò che maggiormente contraddistingue questi rilievi sono le cavità formatesi durante le eruzioni vulcaniche ed in seguito a fenomeni di erosione: queste cavità vengono comunemente chiamate "tafoni", in sardo "concheddas".
Tra i blocchi di granito, si aprono talvolta delle cavità tanto grandi che l'uomo le ha potute sfruttare e riconvertire in abitazione o ricovero per animali. I nuragici utilizzavano questi tafoni come sepolture. Molte volte assumono delle forme strane e bizzarre che con un pò di immaginazione possiamo somigliare a figure di animali ed altre cose.

 
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